Anno:
2018
Editore:
De Arbeiderspers, 2013 (NL)
Aufbau Verlag, 2016 (DE)
Deep Vellum, 2016 (US)
Antolog, 2017 (MK)
Nutrimenti, 2018 (IT)
Protea Boekhuis, 2019 (SA)
VBZ, 2019 (CR)
Al Arabi, 2019 (EG)
Lingua:
olandese
italiano
inglese
tedesco
macedone
sudafricano
croato
rumeno
arabo
Acquista:
www.nutrimenti.net
Estratto:
English, translation Michele Hutchison
Deutsch, translation Rainer Kersten
Premi:
Premio Libris, 2014
Premio Tzum, 2014
Premio Inktaap della giuria di giovani, 2015
Grande Premio quinquennale dell'Accademia Reale del Belgio, 2016
Nomine:
Premio AKO, 2013
Premio Guffo d'Oro, 2013
Premio Strega Europeo, 2019

LA SUPERBA
(traduzione di Claudia Cozzi)

La Superba è un romanzo su Genova, non solo perché è ambientato nel presente e passato del centro storico di questa città particolare, per non dire unica, ma anche perché quel vasto labirinto medievale di vicoli – che è casa di nobili, puttane, marinai, travestiti, turisti, topi e personaggi veramente inverosimili ed inverosimilmente veri – è più che un palcoscenico esotico, diventa addirittura protagonista. Diventa metafora di tutti i sogni e le fantasie più diverse che danno speranza e in cui ci si perde, ed essendo un luogo per niente comune, popolato da caratteri realmente improbabili, di uno strano tipo di terra di nessuno tra realtà e finzione dove il sempre farraginoso confine tra vedere ed inventare, sapere e fantasticare, sognare e perdersi diviene sempre meno definibile e magari anche sempre meno rilevante.

In certo modo La Superba è anche un romanzo politico. Esplora il tema della migrazione. L’improbabile protagonista di nome Ilja Leonard Pfeijffer è uno scrittore olandese che si è trasferito dal Nord perseguendo il suo sogno di una vita migliore al Sud. La sua immigrazione di lusso si confronta e implicitamente si scontra con l’emigrazione disperata da sud verso nord. Personaggi come il marocchino Rashid e il senegalese Jiby si trovano per motivi totalmente diversi nella stessa città, con il sogno comparabile di trovarvi una vita migliore, e in modo completamente diverso ma anche simile si perdono come lui in questa fantasia.

Questo tema della migrazione viene anche esplorato nella dimensione storica. In passato come oggi, Genova è sempre stata epicentro di un drammatico movimento verso orizzonti di speranza. È stata uno dei porti principali da cui è partita la grande emigrazione italiana a La Merica nell’Otto e Novecento. Molto prima era stata punto di partenza delle crociate per liberare la Terra Santa dai musulmani, che oggi vengono a vivere nella stessa città che una volta voleva sterminarli e che derattizza i palazzi dove alloggiano senza soldi, permesso di soggiorno o speranza, in undici in un monolocale infestato dai topi, e che li fa tornare nel medioevo. A Porto Antico c’è ancora San Giorgio alle prese con il drago, sotto la sua bandiera bianca con la croce rossa. Genova è sempre rimasta superba come una volta.

Ma la Superba è anche una ragazza, anzi, la ragazza più bella di Genova. È giusto che lavori al Bar degli Specchi. La prima volta che Ilja Leonard Pfeijffer la vede davvero è attraverso gli specchi di quel bar. Durante una storia d’amore breve, intensa, sconvolgente e fatale, lei si trasforma per lui in uno specchio, al punto da non fargli desiderare altro se non diventare lei e diventare anche lui la Superba. Così su un altro livello il romanzo racconta anche la fantasia di conoscere e addirittura diventare la persona amata e la tragica inevitabilità di perdersi in questa fantasia. Tutto ciò è in parte interpretabile come metafora della drammatica impossibilità di diventare parte di una patria nuova o anche di capirla realmente, ma anche come metafora della condizione umana in generale caratterizzata dall’impossibilità di conoscere fino in fondo l’altro. Ma non solo: è anche una vera e propria ricerca della femminilità che finisce male. Molto male. Alla fine il protagonista Ilja Leonard Pfeijffer si trova irreversibilmente perso nella sua fantasia della Superba, al punto che – per la vergogna – decide di distruggere il manoscritto.

 

 

 

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Anno:
De Arbeiderspers, 2013 (NL)
Aufbau Verlag, 2016 (DE)
Deep Vellum, 2016 (US)
Antolog, 2017 (MK)
Nutrimenti, 2018 (IT)
Protea Boekhuis, 2019 (SA)
VBZ, 2019 (CR)
Al Arabi, 2019 (EG)
Editore:
De Arbeiderspers, 2013 (NL)
Aufbau Verlag, 2016 (DE)
Deep Vellum, 2016 (US)
Antolog, 2017 (MK)
Nutrimenti, 2018 (IT)
Protea Boekhuis, 2019 (SA)
VBZ, 2019 (CR)
Al Arabi, 2019 (EG)
Lingua:
olandese
italiano
inglese
tedesco
macedone
sudafricano
croato
rumeno
arabo
Acquista:
www.nutrimenti.net/libro/la-superba/
Estratto:
English, translation Michele Hutchison
Deutsch, translation Rainer Kersten

“Una narrazione ondivaga che intreccia reportage, racconto tout court, notazioni storiche e invenzione letteraria, un libro di forte impatto espressivo.” – Corriere della Sera

“Autofiction picaresca, narrativa di viaggio, denuncia sociale ai tempi dei ‘porti chiusi’: nella Superba convivono molti generi e anime letterarie, persino il romanzo nel romanzo e la deriva giudiziario-kafkiana. La lettura è impegnativa […], ma la forza e la profondità della scrittura e il coraggio dell’autore nel mettersi letteralmente a nudo ripagano ampiamente lo sforzo.” — Il Sole 24 Ore

“Un libro lirico, drammatico, ironico, grottesco che racconta il centro storico e le sue mille anime come forse nessun autore genovese ha mai saputo fare.” — Il Secolo XIX

“Picaresco, cronachistico, poetico e pulp. Da leggere, subito.” — Magialibri

“L’effetto è quello di trovarsi di fronte a un fluviale, rutilante racconto-verità sull’estraneità e lo sradicamento strutturato e gestito con maestria da uno scrittore-poeta che ha saputo muoversi con eleganza su quel filo sottile dell’intelligenza creativa per il quale il verosimile e l’inverosimile riescono a sembrare anche più veri del vero.” — Massimo Morasso in Genova Impresa 5, 2018, pp. 74/5.

“La Genova di Pfeijffer è una città di illusioni, sogni e fantasmi, dove l’amore è una versione oscura delle Notti bianche di Dostoevskij. […] In realtà la protagonista del libro, con il suo ventre gravido di storie che oscillano tra il lirico e il grottesco, è Genova stessa.” — Il Sole 24 Ore

“È un romanzo da regalarsi o regalare a chi è abituato a leggere e non si scompone di fronte a una narrazione su più piani, in cui la realtà interseca il nebuloso mondo della fantasia.” — la rivista nautica Il Gommone.

“Se Italo Calvino decidesse di rendere visibile una delle sua città invisibili, il risultato assomiglierebbe alla Genova di Pfeijffer: radicata nel mondo reale di Europa nell’epoca della migrazione di massa, ma abbastanza astratta e mitica per permettere a viaggiatori leggendari genovesi come Colombo e gli Ostrogoti, di trovare ancora la loro strada nel suo labirinto di vicoli.” — Benjamin Moser.

 “Abbondantemente ricco di pensiero provocatorio.” — Anna Patterson, World Literature Today

“Arguto in tutte le sue parti, e ben scritto. Un’ode all’immaginazione.” — NRC Handelsblad

“Leggere la prosa edonistica e benefica di Pfeijffer è come banchettare con le parole.” — Vrij Nederland